Pulcinella e non solo Pulcinella. I confini e il sapore di una cultura inconfondibile, di un dialetto, di una lingua miscuglio di tante altre, di una città che è anche un modo di pensare, la sintesi e la genesi di poeti, attori, burattinai e cantori; Antonio Petito, Eduardo De Filippo, Salvatore di Giacomo, i posteggiatori con chitarra e mandolino, l’eco di tammorre e castagnette, una canzone ‘a fronne ‘e limone e una poesia dell’indimenticabile Totò.
Pulcinella è simbolo e spunto per esplorare il gusto espressivo di un popolo.
Ed ecco lo spettacolo comincia dalle voci del vicolo, la tammorra che chiama la sua maschera. Arriva Pulcinella, balla, canta e poi entra nel suo teatrino, teatro nel teatro, per diventare burattino e protagonista delle antiche storie della sua città.
Il burattino, la Palummella che “zompa e vola”, che rappresenta lo spirito immortale del popolo di Napoli provato dalle vicendevoli dominazioni straniere; la “guarattella” che Antonio Petito manovrava per poi diventare all’esterno del teatrino personaggio e simbolo di libertà.
Le Guarattelle sono per antonomasia i burattini della tradizione napoletana. Derivante dalla parola ‘bagatelle’, importato durante la dominazione francese a Napoli, la parola Guarattella, intesa nel senso classico, significa ‘piccole cose’ o meglio ‘piccole scaramucce’. Di qui l’adozione del termine per definire burattini di piccole dimensioni e spettacoli molto ritmati della tradizionale sceneggiata pulcinellesca.
Così lo spettacolo continua con la storia di “PULCINELLA E IL FIORE MAGICO” in cui l’ispirazione alla ginestra leopardiana diventa spunto per creare atmosfere magiche e divertenti allo stesso tempo; alla comparsa in scena di un personaggio insolito, il Vesuvio, fa eco la presenza dell’eterno antagonista di Pulcinella, il Diavolo, simbolo dell’autorità e del potere di cui regolarmente si farà beffa il burattino partenopeo. Alla fine si incontrerà con il guardiano dell’Inferno, un drago pentito, goffo alter ego del re degli inferi. Infine la danza con la fidanzata Teresina sui ritmi della tammurriata napoletana conclude teneramente lo spettacolo. Ai ritmi scoppiettanti delle guarattelle si intrecceranno quelli melodiosi delle villanelle antiche della tradizione campana, dei canti popolari di rivolta contro i dominatori e di celebri canzoni napoletane.